COMUNICATI STAMPA

 

Dopo la puntata "No carne" del 21 maggio

ANMVI: MALTRATTAMENTO ANIMALE SFRUTTATO PER L'AUDIENCE

Uso sensazionalistico e cinico di animali maltrattati e propaganda antiscientifica
funzionali alla ricerca dell'audience. Non etico che la TV sfrutti la sofferenza degli animali.
Con il testimone in incognito 'Anno Uno' ha diffamato la Veterinaria Ufficiale.

Appello dell'ANMVI ad AGCOM: tutelare telespettatori, consumatori e  produttori onesti

(Cremona, 25 maggio 2015) - La trasmissione di Giulia Innocenzi, lancia il sasso e nasconde la mano. E lo fa in due modi: agitando il sensazionalismo animalista e diffamando la Veterinaria Ufficiale alla base del sistema dei controlli sulla sicurezza alimentare nel nostro Paese.

Le incursioni notturne “non autorizzate” in allevamenti di suini, trasmesse nella puntata 'No carne?' del 21 maggio oltre ad essere diseducative, rilanciano un format in cui, nascondendosi dietro un falso protezionismo del benessere degli animali, si sfruttano gli stessi per uno show televisivo fine a se stesso. E pur di ottenere l'obiettivo si omette di denunciare tempestivamente alle Autorità gli autori dell'illecito lo stato in cui vivono i suini rendendo, animalisti e giornalisti, complici del maltrattamento almeno quanto gli allevatori o i veterinari che presumibilmente non hanno svolto con la dovuta diligenza i controlli loro affidati.

E' ormai una formula televisiva collaudata, quella che mostra il maltrattamento animale in chiave sensazionalista,  di dubbia buona fede, ma cinicamente funzionale alla notorietà, all'audience e agli spot pubblicitari. Lo confermano le reticenze dei programmi a denunciare i responsabili di illeciti che vengono filmati lasciando che si consumino a beneficio di telecamera e lo conferma la mancanza di una seria controinformazione sugli animali allevati in Italia e sui controlli che vengono svolti

 Impreparazione disinformazione e cinismo rappresentano il terreno necessario per inscenare un dibattito antiscientifico e apocalittico che colpevolizza il consumo di carni e sparge accuse generalizzate al sistema dei controlli, anziché porsi il dubbio se sia eticosfruttare immagini di sofferenza degli animali in TV e diffamare le istituzioni veterinarie per partito preso.

ANMVI chiede ad 'Anno Uno' di rivelare il nome del presunto Veterinario Ufficiale, al quale si è permesso di diffamare un'intera Categoria sotto la copertura dell'anonimato. Una diffamazione di cui si rende responsabile la trasmissione stessa, motivo per cui  ANMVI chiede ad 'Anno Uno' di rimediare riabilitando pubblicamente in trasmissione la dignità dei Veterinari della Sanità Pubblica italiana, raccontandone ruoli e compiti.

Infine ANMVI chiede alle autorità preposte e in particolare all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di:

- valutare iniziative - anche sotto il profilo etico- contro l'uso strumentale di immagini e filmati di sofferenza e maltrattamento animale, in danno agli animali stessi oltre che ai telespettatori

- valutare iniziative di tutela dei consumatori e dei produttori onesti, contro messaggi antiscientifici e propagandistici tesi ad infondere convinzioni errate sul consumo di carne nell'alimentazione umana e a danneggiare la credibilità del sistema dei controlli e dell'affidabilità del made in Italy.

Ufficio Stampa ANMVI- Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani - T. 0372/40.35.47