MIGLIORARE LE CONOSCENZE SUI DATI E SUGLI ANTIBIOTICI IN VETERINARIA: ANCHE DA PARTE DEI MEDICI

I Medici Veterinari della SIVAR ribadiscono: l’uso come promotore della crescita è vietato.

Ultimo rapporto EMA: in 5 anni, la veterinaria italiana ha realizzato un calo del 24%  negli antibiotici negli animali

(Cremona 23 ottobre 2017) -  Stop alle fake news di ogni provenienza: operatori specializzati -e non- parlano di antibiotici in allevamento senza preparazione. Per cominciare: l’uso di antibiotici negli animali come promotori della crescita è vietato in Italia, come lo è in tutta Europa da molti anni. Lo ribadisce la SIVAR (Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito- Società Federata ANMVI) dopo la presentazione del Decalogo GISA (Ospedale di Pisa) ampiamente ripreso dalla stampa.

Il consesso medico-ospedaliero  ha sostenuto che l’utilizzo di antibiotici per far crescere rapidamente l’animale vada fortemente limitato con controlli da parte dei medici veterinari”. Non si tratta invece di nessuna limitazione- fa notare la SIVAR-  dato che l’uso è già bandito per legge.

I Medici Veterinari che trattano gli animali degli allevamenti non sono stati coinvolti nel progetto GISA. Senza un opportuno coinvolgimento dei Medici Veterinari degli allevamenti, la classe medica può incorrere nel rischio di disinformare i cittadini e le istituzioni in fatto di terapie antibiotiche in medicina veterinaria. Per questo la SIVAR ribadisce la necessità di migliorare le conoscenze dei Medici sulle terapie veterinarie e di una più accurata comunicazione al pubblico al riguardo.

Delineare una governance dell’uso prudente degli antibiotici senza conoscere quali siano gli utilizzi consentiti e reali negli allevamenti nazionali, per legge e per terapia, non va certo nella direzione di un corretto approccio one health.

E proprio mentre è in fase di emanazione il Piano Nazionale contro le Antibioticoresistenze, la SIVAR – che lo considera una buona base di lavoro- mette in evidenza i dati dell’ultimo Rapporto diffuso il 16 ottobre scorso da EMA (European Medicine Agency) sulle vendite degli antibiotici ad uso veterinario:  l’Italia ha registrato un calo del 24% nell’arco di cinque anni (2010-2015), in particolare il calo si apprezza nelle tetracicline, sulfamidici e polimixine. 

La Società dei Veterinari per Animali da Reddito invita inoltre a prendere atto che la stessa EMA ha anche corretto, al ribasso, alcuni dati erronei dei precedenti rapporti, a dimostrazione che l’Italia non è quel Paese “abusatore” di antibiotici veterinari che una certa disinformazione nazionale, fondata su acritici copia-incolla, va superficialmente ripetendo da troppo tempo. Basti ricordare che per quanto riguarda i CIA (Critically Important Antimicrobials) l’uso in Italia è dello 0,1% (cefalosporine di terza e quarta generazione) e dello 0,9 per i fluorochinoloni. Percentuali che non arrivano all'unità e che, come molti altri dati rilevati dal Rapporto EMA, depongono a favore dell'Italia nel confronto su scala europea.

Infine, citando l'imminente tracciabilità elettronica delle prescrizioni veterinarie, la SIVAR mette in evidenza un altro primato nazionale nel confronto europeo, sconosciuto ai ripetitori di luoghi comuni.

In conclusione, quando si parla di terapie antibiotiche in veterinaria, si facciano parlare i Medici Veterinari.

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

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