COMUNICATI STAMPA

ANMVI ALL'ASSESSORE FAVA: FRA SALUTE E AGRICOLTURA DIVISIONI INESISTENTI

Per i consumatori valgono solo le garanzie finali. Superare provocazioni e polemiche: la Lombardia ha tutte le carte in regola per dare il vero segnale di svolta.

(Cremona, 11 settembre 2013)- Non si confondano gli assetti politici con le competenze professionali. I medici veterinari sono già, di fatto, la cerniera fra sanità e agricoltura: semmai è il momento che i legislatori tengano conto di questa realtà.

"E' il commento dell'ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) alle dichiarazioni dell'Assessore lombardo all'Agricoltura Gianni Fava che nei giorni scorsi ha proposto di "portare i medici veterinari nell'alveo più corretto del settore Agricoltura'', mentre oggi sarebbero su "un pianeta differente".

Al contrario- spiega l'ANMVI- se siamo forti in Europa e sui mercati internazionali è perché in Italia il mondo della sanità e dell'agricoltura sono sinergici. La peculiarità italiana, con i veterinari allocati alla Sanità, è proprio di avere un forte peso sanitario sulle produzioni, quel peso che rende le nostre produzioni alimentari leader sui mercati fa da volano per la nostra zootecnia nel mondo.

Mai come in questo momento di emergenze epidemiologiche- le politiche nazionali, internazionali ed europee mettono in collegamento veterinari e OSA (Operatori del Settore Alimentare, ovvero allevatori e produttori). Lo prevede il modello italiano, quello che consente di offrire garanzie sanitarie "dalla stalla alla tavola", e verso il quale sta andando l'Europa. Lo prevede anche la PAC, la Politica Agricola Comunitaria che finanzia gli allevamenti nazionali con risorse europee, a condizione che siano rispettati i criteri di sanità e benessere animale.

La proposta dell'ANMVI all'Assessore Fava è di consolidare questo assetto con l'adozione di provvedimenti sempre più sinergici, sviluppando un modello di cui la Regione Lombardia- forte dei suoi numeri - può farsi portavoce presso le altre Regioni. Il primo passo è il riconoscimento normativo del veterinario privato a sostegno dell'OSA negli allevamenti zootecnici, perché - aggiunge l'ANMVI- l'Assessore Fava ha ragione quando dichiara che "gli allevatori dovrebbero essere accompagnati nell'applicazione di norme che, nella maggior parte dei casi, effettivamente migliorano quello che l'Unione europea definisce le condizioni psico-fisiche degli animali e di riflesso anche le produzioni e il reddito". E Fava- conclude l'Associazione ha ragione anche quando invita a non sommergere di burocrazia gli allevamenti. Il veterinario libero professionista in allevamento lavora esattamente per questi scopi.

Ufficio Stampa ANMVI
0372/40.35.47

pdfCOMUNICATO STAMPA 11 SETTEMBRE 2013

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