COMUNICATI STAMPA

ANMVI: PRECISAZIONI SULLE AMBULANZE VETERINARIE

Le ambulanze veterinarie, intese come mezzi di soccorso per il trasporto verso una struttura veterinaria, sono indispensabili.

Ma ad oggi non possono circolare. E poi, c'e ambulanza e ambulanza...

(Cremona, 22 febbraio 2011) - Le ambulanze veterinarie, intese come mezzi di soccorso per il trasporto verso una struttura veterinaria, sono indispensabili. Ma ad oggi non possono circolare: manca, infatti, il Decreto del Ministero dei Trasporti che darà piena attuazione al Codice della Strada.

Le strutture veterinarie mobili invece sono un'altra cosa non sono previste dalla normativa vigente, l'Accordo Stato Regioni del 2003, recepito a livello regionale, che disciplina i requisiti tecnologici, organizzativi e strutturali delle strutture veterinarie pubbliche e private. Si tratta del dettato legislativo fondamentale, in base al quale oggi sono autorizzate all'esercizio professionale circa 6.500 strutture veterinarie, fra le quali rientrano i pronto soccorsi e le strutture aperte 24H.

Si tratta di alcune precisazioni diffuse oggi dall'ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) a seguito di numerose iniziative spontanee per il soccorso e il trasporto degli animali feriti e bisognosi di cure urgenti.

L'Associazione fa presente che l'introduzione dell'obbligo di soccorso agli animali incidentati sta creando molta confusione e ingenerando fughe in avanti senza conforto normativo. Le ambulanze veterinarie oggi non possono circolare ed è auspicabile che il Ministero dei Trasporti acceleri l'emanazione del Decreto attuativo del Codice della Strada definendo le situazioni in cui le ambulanze veterinarie possono circolare ai fini del primo soccorso.

Al Ministero della Salute, coinvolto per competenza dal Ministero dei Trasporti, l'ANMVI ha da tempo fornito un parere finalizzato a puntualizzare che le ambulanze veterinarie devono essere intese come mezzi di trasporto verso la struttura veterinaria autorizzata alle cure, che è necessario distinguere fra primo soccorso e pronto soccorso alla stessa stregua del distinguo che vale in campo umano (in base al quale si configura abuso di professione e rischio grave per la salute del paziente improvvisamente assistito da laici) e che lo "stato di necessità" in base al quale è ammesso il trasporto urgente di un animale incidentato, anche su mezzo privato (ad esempio del veterinario soccorritore) dovrà attenersi ad una definizione riconosciuta dalla medicina veterinaria.

Nel Codice della Strada, infine, non si fa menzione alcuna, come erroneamente comparso su alcuni organi di informazione, di assistenza veterinaria d'emergenza presso le Asl.

Ufficio Stampa ANMVI
0372/40.35.47

pdfCOMUNICATO STAMPA AMBULANZE 22 FEBBRAIO 2011

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