LETTERA AL MINISTRO DELLA SALUTE E ALL’OSSERVATORIO SULLE VIOLENZE AI SANITARI

HATE SPEECH: I VETERINARI CHIEDONO TUTELE
Misure legislative e operative per contrastare la comunicazione di odio via social.
 Le chiedono ANMVI, FNOVI e SIVeMP in una lettera congiunta al Ministero della Salute e all'Osservatorio contro le aggressioni ai sanitari (ONSEPS) che si è riunito oggi.
Casi “sentinella” allarmanti: dai social alla realtà il passo è breve, denunciano le tre sigle

(13 gennaio 2026) - Troppi casi di hate speech contro i Veterinari, pubblici e privati. La denuncia è di ANMVI, FNOVI e SIVeMP che formulano proposte per aggiornare le tutele legali a nuovi fenomeni di violenza. La legge punisce “chiunque tenga condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria” Ma non è più sufficiente, secondo le tre sigle veterinarie che oggi hanno inviato una lettera di segnalazioni e proposte al Ministero della Salute e all'Osservatorio ONSEPS che proprio questa mattina si è riunito per l'insediamento dopo la ricostituzione. 

La legislazione attuale- fanno notare - "risulta inadeguata a prevenire, contrastare e punire le suddette condotte quando vengano tenute mediante le reti informatiche, ivi incluse le reti sociali, nei confronti degli esercenti, pubblici e privati, una professione sanitaria". 

Un fenomeno allarmante- La lettera - firmata dai rispettivi vertici, Marco Melosi (Presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani)  Gaetano Penocchio (Presidente della Federazione degli Ordini Veterinari Italiani) e Aldo Grasselli (Segretario nazionale del Sindacato Italiano dei Veterinari di Medicina Pubblica) - denuncia "con allarme e con preoccupazione", il crescente sviluppo di condotte di hate speech ai danni di professionisti sanitari, segnatamente attraverso le reti sociali, con modalità d’urto particolarmente aggressive nonché prodromiche di ulteriori pratiche aggressive, trasposte nella concreta realtà.  

Odio correlato all'attività sanitaria- La lettera sottolinea che la comunicazione di odio e di incitamento all'odio si manifesta “a causa dell’attività” o “a causa della funzione” medico sanitaria esercitata dal professionista, essendo riconducibili alla sfera professionale, individuale o di categoria, con effetti di stigma e denigrazione categoriale. 

Le proposte:

- integrare la legislazione vigente inserendo tra le condotte sanzionabili (Art. 9 - Legge 14 agosto 2020, n. 113), le condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria, anche quando tenute tramite reti informatiche e reti sociali in forma di hate speech. 
-adottare una definizione normativa di hate speech riconducibile alla comunicazione di odio specificamente rivolta alle professioni sanitarie e correlata all’attività o alla funzione sanitaria, pubblica o privata.
- individuare modalità di segnalazione ai gestori delle piattaforme sociali o delle reti/siti informatici, il più possibile agevoli ed efficaci, allo scopo di far rimuovere l’hate speech e di ottenere da parte dei gestori delle piattaforme/siti l’attivazione di misure di inibizione alla reiterazione della condotta. Le segnalazioni ai gestori potrebbero risultare più efficaci se supportate dall’autorità competente, eventualmente intermediate da esse, anche con l’ausilio di funzionalità attivate tramite l’Ordine professionale. 

Oltre all'Osservatorio ONSEPS, i destinatari della lettera firmata da ANMVI, FNOVI e SIVeMP sono il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Sottosegretario di Stato On Marcello Gemmato, i Direttori generali delle Professioni sanitarie, della Prevenzione e della Comunicazione del Ministero della Salute. 

 Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47