ANTIBIOTICORESISTENZA – PIANO SPINCAR PER ALLARME INFEZIONI RESISTENTI NELL’UOMO

Lotta ai batteri resistenti, ANMVI: il piano di rinforzo in sanità umana era necessario

Ridurre gli antibiotici negli animali non servirà a nulla, senza interventi altrettanto adeguati anche in medicina umana

Gaffe del Sottosegretario Armando Bartolazzi che sbaglia le cifre (del suo stesso Ministero)
ignorando i risultati raggiunti dalla veterinaria

(Cremona, 22 marzo 2019) – Gli allarmanti rapporti pubblicati negli ultimi giorni delle autorità sanitarie europee e nazionali (ECDC-EFSA, AIFA e AR-ISS) confermano che era necessaria l’adozione del Piano SPINCAR (Supporto al Piano Nazionale di Contrasto Antibioticoresistenza 2017-2020) per affrontare l’emergenza AMR in sanità umana.

Nove anni dopo la Veterinaria- Bene ha fatto a riconoscerlo il  Sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi, che però dovrebbe dimostrarsi più aggiornato sugli sforzi e i risultati già raggiunti in zootecnia dal Ministero della Salute e dai Medici Veterinari degli allevamenti italiani per l’utilizzo prudente degli antibiotici. Non altrettanto è stato fatto sul fronte della sanità umana, come dimostra lo SPINCAR, che arriva con nove anni di ritardo sulle azioni messe in campo- dal 2010 dal Ministero della Salute- nel settore della medicina veterinaria.  

I risultati in medicina veterinaria-  Sbaglia il Sottosegretario Bartolazzi ad additare la Medicina Veterinaria come maggiore responsabile. In base alle rilevazioni del Ministero della Salute su dati EMA, negli ultimi cinque anni la diminuzione delle vendite totali di antibiotici per uso veterinario è continuata a scendere, registrando un calo complessivo del 30%, e un crollo del 42% solo nell’ultimo anno per la sola classe delle  polimixine (- 42% solo nell’ultimo anno). Altri cali – definiti “significativi” dal Ministero della Salute riguardano le classi identificate dalla World Health Organization (WHO) come Critically Important Antimicrobials (Antimicrobici di importanza critica -CIA), ovvero chinoloni (- 26%) fluorochinoloni (-20%) e cefalosporine di terza e quarta generazione ( - 4%.)

Non conoscere o negare questi dati può seriamente danneggiare economicamente le produzioni alimentari del nostro Paese.

L’allarme in medicina umana- In Italia, le infezioni ospedaliere hanno un'incidenza maggiore di altre malattie non infettive. In base ai dati della Rete AR-ISS,  mezzo milione di persone ogni anno in Italia contrae un’infezione ospedaliera e la maggior parte di queste sono dovute a germi resistenti agli antibiotici Dati, da primato europeo negativo, che solo una politica di leale collaborazione fra autorità e operatori sanitari potrà presto correggere.

Monitoraggio degli antibiotici anche per le terapie nell’uomo- Con la legge 167/2017 sulla tracciabilità del farmaco veterinario e la ricetta veterinaria elettronica (utilizzata in via sperimentale dal 2015) è possibile monitorare l’effettivo consumo di medicinali veterinari, rinforzando in questo modo le azioni di contrasto all’antimicrobicoresistenza.

Nulla di paragonabile esiste ancora nel campo delle terapie antibiotiche per l’uomo. E’ dell’AIFA l’incoraggiamento a migliorare le prescrizioni in sanità umana.

Le politiche veramente targate “one health” richiedono che la sanità umana e la sanità veterinaria agiscano in parallelo, cercando soluzioni e non colpevoli.

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

Fonti utili:

-The European Union summary report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2017 – Relazione congiunta a cura del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

- Dati di vendita dei medicinali veterinari contenenti agenti antimicrobici. Trend in Italia Anno 2016 - a cura del Ministero della Salute

- “L’uso degli antibiotici in Italia 2017”- a cura di AIFA

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