COMUNICATI STAMPA

(Cremona  27 marzo 2008) - Prima di lasciare la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il premier Romano Prodi sembra disposto a firmare un decreto, grazie al quale circa 200 professionisti precari rischiano di perdere il posto di lavoro, dopo anche più di 15 anni di esperienza presso il Ministero della Salute ed ormai sulla soglia dei cinquant’anni d’età.

Stiamo parlando di figure professionali sanitarie (medici, veterinari, chimici e farmacisti) che si occupano di tutelare la salute del nostro Paese, sia negli uffici centrali che nei molteplici uffici periferici del Ministero della Salute (porti, aeroporti, uffici regionali per il controllo della merce comunitaria).

Gli stessi, anche se assunti tramite pubbliche prove concorsuali, sono a tutti gli effetti precari e a poco sono servite le promesse di stabilizzazione scritte dal Ministro della Salute Livia Turco e l’impegno formale preso in tal senso dal Governo  in Parlamento.

Grazie all’attento e altamente qualificato lavoro di questi precari, l’Italia è in grado di affrontare e gestire correttamente le sempre più frequenti emergenze sanitarie, come la BSE, l’influenza aviaria, la diossina, per citare solo le più conosciute. L’aumento degli scambi internazionali sono in continua crescita e con essi il rischio di diffusione di malattie esotiche.

La stessa FAO ha dichiarato che è necessario investire in modo adeguato per innalzare il livello di biosicurezza degli Stati e per migliorare il sistema di monitoraggio delle malattie a salvaguardia della salute pubblica.

Il decreto sul reclutamento dei dirigenti delle professionalità sanitarie del Ministero della Salute pensato dal Governo non solo rovinerebbe la vita di 200 famiglie, ma minerebbe in profondità l’efficienza del Sistema Salute del nostro Paese,  privando la Pubblica Amministrazione di figure professionali che, grazie alla loro esperienza, sono diventate essenziali per la corretta gestione di qualsiasi emergenza sanitaria.

Ufficio Stampa ANMVI

Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

Per informazioni: 339/639.43.77 -  329/06.46.739

pdfCOMUNICATO STAMPA 27 MARZO 2008

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