COMUNICATI STAMPA

I medici veterinari italiani non considerano affatto “una normale procedura” la soppressione  di un animale e replicano al Sindaco di Roma Gianni Alemanno  secondo il quale” abbattere l’animale è purtroppo una normale procedura veterinaria”.

(Cremona, 20 novembre 2008)  A seguito della morte di Birillo - il cavallo della carrozzella romana coinvolta in un incidente a ridosso del Colosseo- e delle dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino della Capitale, l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani giudica le parole del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, “inaccettabili nella forma e nella sostanza”. Nella forma perché la Categoria non accetta di essere strumentalizzata e non si presta a fornire argomenti di parte al dibattito politico sull’impiego dei cavalli per le finalità ludico-turistiche della Capitale; nella sostanza perché il medico veterinario fa una professione di salute e di benessere. Per essere più chiari: una professione di vita.

La soppressione eutanasica di un animale è un intervento pietoso, riservato ai casi più estremi, sempre legato a circostanze eccezionali. L’abbattimento di un animale come nel caso di Birillo è l’ultimo degli atti che un ippiatra si augura nella propria vita professionale. Per questo rispettiamo l’operato del Collega che ha dovuto intervenire su Birillo, in circostanze indecorose per l’animale, per la professione e per l’immagine che il nostro Paese ha dato di sé davanti al monumento dove si raccoglie il più alto numero di visitatori stranieri al mondo.

L’ANMVI non accetta che la stampa abbia descritto il drammatico episodio così: “Birillo è morto, ucciso da un veterinario con una iniezione letale”.  E invita il Sindaco Alemanno e la Stampa a correggersi.

Il Sindaco Alemanno e l’opinione pubblica sappiano che l’eutanasia,  negli animali da compagnia in particolare, è oggetto di un intenso dibattito in bioetica veterinaria all’interno del quale è vivo il senso dello status etico del paziente animale e il diritto alla salute e al benessere degli animali. Ieri a Roma è apparso evidente come questa sensibilità non sia affatto patrimonio di tutto il Paese.

L’ANMVI è a disposizione per fornire il proprio contributo ad un serio dibattito sulla salute e il benessere dei cavalli.  Se c’è un tavolo Ministero-Comune di Roma sul tema, i veterinari sono a disposizione e si augurano di non essere coinvolti quando è troppo tardi.

Ufficio Stampa ANMVI

0372/40.35.47

pdfCOMUNICATO STAMPA 20 NOVEMBRE 2008

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