20° SIVAR: il battesimo del Veterinario Aziendale

  
fotoOR copy copySono lontani i tempi del "veterinario riconosciuto". Per Luigi Ruocco (DGSAF Ministero della Salute) con il DM 7 dicembre 2017, “siamo ad un punto di svolta”. A sancirlo è stata anche la platea del 20° congresso SIVAR, tre giornate ad alta intensità scientifica e professionale, culminate oggi con la presentazione del Decreto sul Veterinario Aziendale.


Questa mattina, nella Sala Oro di Palazzo Trecchi, il Presidente della SIVAR, Daniele Gallo, ha aperto i lavori della sessione professionale del 20°Congresso della SIVAR, la Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito che ha riunito a Cremona  530 medici veterinari.

Il tema era il DM 7 dicembre 2017 (Sistema di reti di epidemio-sorveglianza, compiti, responsabilita' e requisiti professionali del veterinario aziendale) e il suo impatto sulla sanità degli allevamenti italiani. Il Veterinario Aziendale “esisteva già come prassi, ma ora si inserisce come un tramite indispensabile e fondamentale tra l’allevamento e la produzione”- ha esordito Luigi Ruocco (DGSAF Ministero della Salute), che ha ripercorso le tappe che hanno portato all’emanazione del Decreto che formalizza il ruolo del Veterinario Aziendale, dalla fase propedeutica del Protocollo AIA ANMVI FNOVI fino a quella negoziale con le organizzazioni agricole, fatta di trattative “con il bilancino”, per arrivare ad affermare una figura “volontaria e facoltativa” per l’allevatore, ma ad elevato potenziale aggiunto per la produzione primaria.

Il dirigente ministeriale ha messo l’accento sulla qualità dei dati che il Veterinario Aziendale può raccogliere e tesaurizzare nel sistema informativo di epidemio-sorveglianza, in un’ottica nuova, orientata al miglioramento della programmazione dei controlli ufficiali e capace di spingersi fino all’obiettivo dell’export delle produzioni nazionali (“Se vengono i Giapponesi, dobbiamo documentare la nostra affidabilità”).

La platea della SIVAR è pronta per il messaggio e  dimostra di essersi lasciata alle spalle le diffidenze dei tempi più acerbi. Archiviata da Medardo Cammi (FNOVI) anche l’inconsistente obiezione al Veterinario Aziendale come “un nuovo burocrate in allevamento”. E’invece una figura di “fiducia” per l’OSA, ha spiegato, della quale il Decreto valorizza le capacità di management sanitario. Per Cammi è semmai auspicabile “avere il più presto possibile dei Veterinari aziendali operativi, da inserire nell’elenco che la FNOVI ha voluto le fosse affidato dal Decreto, nel suo ruolo ordinistico di garanzia”.

Sul conflitto di interessi, che  preclude la designazione del Veterinario Aziendale e sulla quale si è concentrata la discussione della platea, Ruocco ha parlato di “una norma giustamente di buon senso”. Si guarda a un Veterinario Aziendale “puro” ha detto Cammi, estraneo a logiche ed influenze esterne agli scopi del Decreto.

Siamo comunque agli inizi. Secondo il rappresentante del Ministero della Salute “non sappiamo ancora usare bene i dati” nè rispetto alla loro proprietà (che è del veterinario e dell’allevatore) nè della valutazione da parte dell’autorità competente per classificare gli allevamenti. Intanto, “finchè non nasce un sistema di categorizzazione istituzionale, tutto è sperimentale”.

Dati rilevantissimi sono anche quelli della condizionalità per i pagamenti europei agli allevatori da premiare. Illustrando le check list di condizionalità e il compito dei veterinari ufficiali, Ruocco ha spiegato che raggiungere la compliance dei CGO può risultare più semplice se l’allevatore ha un consulente che lo aiuta e che questo consulente può certamente essere il Veterinario Aziendale.

"Ricetta e modello 4 elettronici sono innovazioni che faranno la svolta”- ha proseguito-  annunciando l’imminente rilascio della App del Modello 4 informatizzato. Sono già stati venduti mezzo milione di medicinali con la ricetta elettronica- ha riferito Marco Secone (CNS IZSAM), spiegando che la prescrizione digitale “rimette inequivocabilmente nelle mani del Medico Veterinario la gestione dei trattamenti”.

L’uso prudente degli antibiotici è uno degli obiettivi del monitoraggio delle prescrizioni, anche se gli indicatori per misurarlo sono ancora in fase di studio. “I valori del nostro DDD- ha spiegato Franco Aldrovandi (SIVAR) – sono in linea con quelli del sistema olandese SDA”. La pressione dell’Europa sull’Italia (dati ESVAC) e del mercato deve portare ad applicare piani di lotta all’AMR “non perché ci accusano ma per il contributo che come veterinari possiamo dare”- ha dichiarato Antonio Vitali della Regione Lombardia, la Regione pilota della sperimentazione informatica avviata nel 2015. L’obiettivo della ricetta elettronica, secondo il dirigente regionale- “non è di fare le pulci”. Quella del 1 settembre 2018 non sarà la data delle sanzioni, ma l’inizio della “consapevolezza”. “Il sistema -ha aggiunto Vitali- mette al centro chi vuole starci”. La ricetta elettronica “porta trasparenza, il controllo andrà dove non c’è trasparenza”- ha concluso.

Il take-home-message è stato riassunto dal moderatore della mattinata, il Vicepresidente ANMVI Marco Colombo: fare di questo Decreto un’opportunità di vero cambiamento per tutti.

Nella foto da sinistra Marco Colombo, Luigi Ruocco, Antonio Vitali, Marco Secone, Franco Aldrovandi

20° SIVAR: anno di svolta per tutti i veterinari d'allevamento

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