Chieste iniziative tangibili di protezione e sicurezza. Manca un protocollo di intervento per la professione veterinaria

(Cremona, 28 agosto 2023) - “Da tempo, legalità e giustizia avrebbero dovuto impedire l’ennesimo gesto criminale ai danni di un Veterinario Ufficiale” così l’Anmvi - Associazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani – scrive ai Ministri Orazio Schillaci e Matteo Piantedosi dopo che lo scorso 5 agosto il dirigente veterinario Roberto Macrì ha trovato una lettera contenente esplicite minacce alla sua persona. Il fatto accaduto, che il dottore ha prontamente segnalato alle Forze dell’Ordine, si configura come l’ennesimo atto intimidatorio riconducibile alla sua attività istituzionale presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, sede di Soverato.

A distanza di settimane dai fatti, Anmvi chiede ai ministri quali iniziative tangibili di protezione e di prevenzione siano state adottate a tutela della sua persona e della sua attività ufficiale. “Ci auguriamo che il Collega Roberto Macrì possa presto ricevere una espressione tangibile di vicinanza istituzionale, peraltro attesa da tutta la Categoria Medico Veterinaria” scrive il Presidente dell'Anmvi Marco Melosi.

L’Associazione chiede inoltre che venga presa in considerazione l’adozione di uno specifico protocollo di prevenzione e di intervento per la professione veterinaria tutta, insieme ad ogni altra azione possibile in base ai compiti attribuiti all’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e socio-sanitarie dal Decreto Salute-Interno 13 gennaio 2022.

Quanto accaduto scrive nella lettera il presidente Melosi “ci rafforza nella convinzione che la Legge 14 agosto 2020, n. 113 (Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie nell'esercizio delle loro funzioni) non sia adeguatamente focalizzata sul contesto della professione veterinaria”. Basti dire che il primo rapporto dell’Osservatorio citato (*) -pur evidenziando come “il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario assuma una particolare rilevanza nell’ambito della medicina veterinaria” - non fa alcun cenno sull’esposizione alla criminalità”.

La professione veterinaria, nello svolgimento delle mansioni ufficiali che le sono proprie, subisce comportamenti intimidatori di stampo criminale non derubricabili come episodici né come geo localizzabili.

Le espressioni di solidarietà, doverose in forma pubblica, non sono sufficienti a restituire serenità d’esercizio professionale con grave detrimento per l’efficacia di funzioni che attengono alla sanità pubblica generale.

(*) Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e socio-sanitarie - Relazione attività anno 2022

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3302_allegato.pdf

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