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In collaborazione con Research & Consulting e Kronos Ricerche, ANMVI ha realizzato la terza indagine Le Strutture Veterinarie per Animali da Compagnia in Italia, edizione 2014.

L'indagine -realizzata mediante interviste telefoniche a gennaio di quest'anno - è stata effettuata su un campione di 402 titolari, rappresentativi delle diverse tipologie di struttura, fasce di età ed aree regionali. Per permettere un confronto dei dati e valutare le tendenze sono state riproposte le domande delle due indagini precedenti (nel 2005 e nel 2012). 
"Dopo i grossi cambiamenti avvenuti dal 2005 al 2012 che hanno visto una reale ed evidente trasformazione del settore, il confronto fra le due ultime indagini, anche per il ridotto lasso di tempo, fa emergere pochi dati veramente significativi"- osserva Antonio Manfredi, curatore dell'indagine. "Un dato evidente - osserva- è che il numero delle donne titolari di struttura è in continuo aumento ed ha superato ormai il 40%, dato veramente impensabile sino a qualche anno fa".

Quante sono- Le strutture veterinarie per animali da compagnia in Italia sono circa 7000. Le strutture che hanno aperto prima del 1980 si sono via via ridotte al 6,2%, mentre restano abbastanza stabili quelle aperte fra l'80/89 e quelle fra il 90 ed il 95. In calo invece quelle aperte fra il 96 ed il 99 come quelle dal 2000 al 2005, cali abbastanza contenuti ma che indicano comunque un andamento di tendenza. Aumentano invece con l'allungarsi del periodo le strutture aperte dal 2006 in avanti, percentuale che è salita al 10,4% e che significa numericamente circa 700 strutture in 8 anni.

Dove sono- Per quanto riguarda la ripartizione geografica il nord/ovest è in leggero calo pur mantenendo una percentuale del 34,8% determinato soprattutto dal calo della Lombardia scesa al 23,4%.  

Dimensioni- Poche le variazioni nel tempo riferite alle dimensioni delle strutture. Quelle fino a 50 mq dopo un forte calo dal 2005 al 2012 si sono più o meno stabilizzate intorno al 31%. In calo quelle dai 51 ai 75 mq ora al 24,6%. In leggero aumento quelle oltre i 100 mq. La media nazionale è di 85,41 mq.

In calo i monotitolari- Le strutture con un solo titolare sono il 68,4%, valore in continuo calo. Nel 2005 erano il 75,9%. Quelle con due titolari hanno superato il 20%, mentre nel 2005 erano il 15,7%. L'88,8% delle strutture non ha dipendenti laici.

Collaboratori laici- Una struttura su dieci dichiara dipendenti non veterinari, dato in leggero incremento. La presenza di dipendenti non veterinari nelle strutture italiane è ancora molto bassa rispetto ad altri paesi che avendo un numero di laureati in medicina veterinaria molto basso hanno spesso presenti molti collaboratori laici a volte anche numericamente superiori agli stessi veterinari.

Volume d'affari- Le strutture con un volume d'affari sotto i 20mila euro sono in calo numerico e sono ora l'11%. Quelle da 20 a 45mila euro arrivano al 30%, in calo anche queste. Stabili con il 20% quelle da 45 a 70mila euro, mentre sono in crescita quelle che dichiarano oltre 70mila, il 39% rispetto al 28% del 2012. I redditi più elevati sono dichiarati soprattutto nel nord/ovest mentre quelli più bassi nel centro, sud/isole.

Attrezzature- Se dal  2005 al 2012 erano riscontrabili variazioni significative che indicavano un'evoluzione del settore in questi ultimi due anni, dal 2012 ad oggi emergono pochi dati significativi. È calata la presenza di apparecchi radiografici passata dall'82,5% al 75,1%, mentre è cresciuta ulteriormente la percentuale delle strutture che dispongono di un elettrocardiografo salita al 53,2% rispetto al 49,8% del 2012.  In media ogni struttura è dotata di 6 apparecchiature oltre al minimo di base ( microscopio, stetoscopio, ablatore del tartaro, sterilizzatrice, ecc.). Nell'ultimo periodo, caratterizzato da una grave crisi economica, il trend di crescita si è fermato. Le strutture più dotate restano cliniche e ospedali veterinari. Solo le strutture del Centro sembrano in costante sforzo di ampliamento e di investimento.

Prestazioni e servizi
- Stabile l'offerta di prestazioni. La nuova indagine rileva alcune prestazioni non presenti nelle ultime indagini: consulenza comportamentale 4% e medicine alternative 3,5%.in diminuzione la reperibilità 24 ore, il pronto soccorso 24 ore, e il day hospital mentre è in crescita, sia pure di poco il ricovero. In diminuzione dal 39% al 36,3% la dispensazione del farmaco e dall'11,8% all'11,4% il pet corner.
Il calo di coloro che  gestiscono il farmaco trova la sua principale motivazione nel trattamento fiscale. Solo il 25,1% tuttavia degli intervistati si dichiara non interessato a cedere alcun prodotto, percentuale che continua a diminuire negli anni. Due anni fa era infatti il 30,8%.

Rapporti con i fornitori- Il rapporto qualità/prezzo continua ad essere il fattore determinante nella scelta del fornitore e negli anni continua a crescere come fattore di riferimento. Con il 66,7% esprime in due anni
una crescita di 5,5 punti percentuali. In crescita molto significativa anche il fattore capacità e competenza dell'informatore salito di 9 punti percentuali.

Formazione e Informazione- Le nuove tecnologie digitali sono largamente diffuse e utilizzate. Ad esse tuttavia non corrisponde un proporzionale aumento delle attività di informazione e di formazione. Fra calo di interesse e ragioni di spesa sono le seconde ad incidere ancora una volta sulle scelte, anche se la conduzione monotitolare comporta una organizzazione dell'attività che gioco-forza influenza la possibilità di programmare tempo da dedicare in prima persona all'aggiornamento.

In conclusione- osserva Manfredi- l'indagine ha evidenziato un settore veterinario che sia pure in soli due anni presenta una continua evoluzione. In parte è una trasformazione positiva verso un numero minore di strutture con più titolari, ma per altri versi il potenziale di evoluzione è oggi frenato dalla crisi che sta spingendo molti, soprattutto giovani, a rinunciare e cambiare lavoro. Non per niente sono molti, soprattutto giovani, che ogni anno si cancellano dall'Ordine. Purtroppo non possiamo dimenticarlo: sono tanti i neolaureati che non trovano possibilità di un futuro nell'ambito del settore".


L'indagine è consultabile nella sezione 'Indagini e Ricerche' sul sito ANMVI.

Tre articoli di analisi, a cura di Antonio Manfredi, sono pubblicati sui numeri 16, 18 e 19 di Professione Veterinaria.

 

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