Un eccesso regolatorio per falle di sicurezza che non si sono verificate nelle strutture veterinarie.

L'ANMVI chiede lo stralcio delle strutture veterinarie dal decreto Fentanyl.

Un eccesso regolatorio per falle di sicurezza che non si sono verificate nelle strutture veterinarie. È la posizione dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) che chiede al Ministro della Salute e alla Conferenza Stato Regioni lo stralcio delle strutture veterinarie dal "decreto Fentanyl".

(Cremona, 7 settembre 2026) -E' pronto per la Conferenza Stato-Regioni uno schema di decreto del Ministero della Salute  che definisce misure per la sicurezza, la custodia, la tracciabilità e la gestione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope ad uso umano e veterinario. Lo schema di decreto è collegato al Piano nazionale di prevenzione contro l'uso improprio di Fentanyl e altri oppiodi sintetici, e ai recenti episodi di furto in una farmacia ospedaliera della Capitale.

Il provvedimento- ribattezzato "decreto Fentanyl" - riguarda tutte le sostanze sia ad uso umano che veterinario, detenute o utilizzate nelle strutture sanitarie pubbliche e private, incluse le strutture veterinarie private. Le sostanze sono tutte quelle riportate nella Tabella dei medicinali sezioni A, B, C del Testo Unico degli Stupefacenti (Dpr 9 ottobre 1990, n. 309). 


ANMVI: strutture veterinarie fuori dal decreto- L'ANMVI ha scritto al Ministero della Salute e alla Conferenza Stato Regioni per chiedere lo stralcio delle strutture veterinarie dal campo di applicazione dello schema di decreto e l'attivazione di una consultazione con le rappresentanze veterinarie. La richiesta è stata inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero della Salute, alla Conferenza Stato Regioni e agli assessorati coinvolti nell'iter di emanazione dello schema di decreto. 
Il testo, come inviato alla Conferenza Stato Regioni risulta inapplicabile al settore delle cure veterinarie per inopportunità, incoerenza con l'esercizio professionale veterinario e con la normativa di riferimento veterinario, compreso l'Accordo Stato Regioni sui requisiti minimi delle strutture veterinarie.

Eccesso regolatorio: altrove le falle di sicurezza- Lo schema di decreto mette sullo stesso piano le grandi strutture ospedaliere con le strutture veterinarie, dove gli approvvigionamenti di stupefacenti ad uso veterinario sono sensibilmente più contenuti, dove non è presente una farmacia interna e dove sono già offerte elevate garanzie di tracciabilità.

Timori per le chirurgie e i trattamenti antidolore negli animali- "I Medici Veterinari non accettano eccessi regolatori- afferma l'ANMVI, che teme "interruzioni di continuità delle prestazioni ai pazienti animali, chirurgiche, post-operatorie e per la terapia del dolore. 

Garanzie veterinarie già sufficienti- Le recenti misure di rafforzamento del controllo della sostanza Fentanyl, "esplicitano vulnerabilità di sicurezza che non si sono verificate nelle strutture veterinarie"- è la posizione dell'Associazione. "Il provvedimento ignora che garanzie di base come l’autenticità della ricetta, la veridicità della prescrizione e la congruità del quantitativo prescritto- sono già assicurate dal sistema di tracciabilità dei medicinali ad uso veterinario attraverso il Sistema Informativo dei Medicinali Veterinari". 

Impatto economico ed organizzativo sui privati- Inoltre, una stretta generalizzata su tutte le sostanze - fra cui la Ketamina- e su tutte le strutture di cura - anche quelle private- rischia di compromettere il benessere degli animali e la sostenibilità organizzative delle strutture veterinarie". Una serie di accorgimenti strutturali obbligatori (telecamere, accessi, sigilli) senza alcuna valutazione d'impatto economico ed organizzativo per i professionisti veterinari privati.

Ufficio Stampa ANMVI Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani - ufficiostampa@anmvi.it