L’emanando regolamento milanese è punitivo. Via l’obbligo di affiggere l’avviso di sanzioni.

ANMVI AL SINDACO GIUSEPPE SALA: VIA LE SANZIONI AI VETERINARI

Profondo disappunto per la mancanza di considerazione dei Veterinari liberi professionisti: il nostro compito è di educare non di denunciare i proprietari.  Il possesso responsabile di un animale è un fatto di cultura non di sanzioni. 

(Cremona, 22 gennaio 2020)- Via la multa -da 40 a 240 euro- ai Medici Veterinari se, nella loro struttura di cura, non appendono un cartello intimante il pubblico l'obbligo di identificazione di cani, gatti e furetti . “E’ una regola che non può essere condivisa né accolta": lo scrive il Presidente di ANMVI Lombardia, Francesco Orifici, in una lettera al Sindaco di Milano Giuseppe Sala, all'Assessora Roberta Guaineri e al Presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè.

Oggetto della nota inviata oggi a Palazzo Marino è l'emanando Regolamento Comunale per la tutela animale che - salvo auspicate modifiche- obbliga le strutture veterinarie private ad affiggere, pena sanzioni, un avviso sull'obbligatorietà dell'identificazione di cani, gatti e furetti. In discussione non è il microchip obbligatorio: "Chi scrive è fra i componenti della Commissione randagismo della Regione Lombardia ed è stato tra i fautori dell’obbligo di microchip anche dei gatti, vigente dal 1 gennaio 2020 su tutto il territorio lombardo- fa notare Orifici. Ma il regolamento regionale, fra i più innovativi del Paese, "non contiene alcuna previsione vessatoria e “poliziesca” come quella che il Comune di Milano si appresta invece a varare a carico dei professionisti".

La lettera ribadisce che non può essere accettata nemmeno la norma che vorrebbe i professionisti milanesi “delatori” dei loro clienti-proprietari (art. 6, punto 3), in caso di rifiuto della microchippatura da parte di questi ultimi. "L’identificazione, se erogata dai llpp, è una prestazione libero-professionale (non un LEA) che le parti hanno il diritto e la libertà di pattuire"- si fa notare. Anzi, "imporre al proprietario cliente il “ricatto” della segnalazione coatta rappresenta una grave violazione del rapporto fiduciario con il Medico Veterinario curante. Il solo effetto che si otterrebbe, sarebbe potenzialmente dissuasivo e depressivo del possesso responsabile".

La segnalazione alla ATS per mancata microchippatura comporta una multa, a carico del proprietario, da 40 a 240 euro".

Orifici ricorda anche quanto evidenziato a tutti i candidati durante gli incontri elettorali: "i Medici Veterinari danno già, gratuitamente, un notevole supporto all’Amministrazione nel reperire e nel riconsegnare cani vaganti ai loro proprietari, con notevole risparmio per il Comune; inoltre, i Medici Veterinari llpp ricoprono un ruolo di educazione capillare e quotidiano, indispensabile anche sotto il profilo dell’igiene urbana e della sicurezza pubblica. Il Regolamento in oggetto, dovrebbe semmai valorizzarli e coinvolgerli nella formazione al corretto rapporto uomo-animale (Patentino)".

La richiesta alle autorità cittadine e di modificare il Regolamento, rimuovendo entrambe le disposizioni: cartello sanzionabile e denuncia del proprietario. Eventualmente, le si trasformi in raccomandazione, ma sempre "eliminando ogni sanzione a carico del Medico Veterinario".

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

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