Condannato l’ufficio stampa LAV: depositate le motivazioni del Tribunale di Livorno. False accuse al Presidente dell’ANMVI  ed offesa della sua reputazione.  Per il Giudice c’era la "chiara intenzione di aggredire e di accusare"

(Cremona 16 marzo 2018) – Sono state depositate le motivazioni del Giudice Monocratico del Tribunale di Livorno che, il 22 novembre del 2017, ha condannato l'addetta stampa della LAV per aver diffamato il Presidente dell'ANMVI Marco Melosi.  L'attività istruttoria "ha consentito di accertare la responsabilità penale dell'imputata per il reato a lei ascritto”- scrive il Giudice livornese Tiziana Pasquali.

La condanna per il reato di diffamazione a mezzo stampa  è sia penale che civile: un mese di reclusione (pena sospesa  convertita in 7.500 euro di multa)  e risarcimento civile  (provvisionale di 15mila euro) per i danni subiti dal Dottor Marco Melosi, assistito dall'Avv. Elena Guerreschi.

L'imputata era stata rinviata a giudizio, "perchè con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, emettendo due comunicati stampa, divulgandoli alle agenzie di stampa e pubblicandone il contenuto sul sito web www.lav.it offendeva la reputazione del dottor Marco Melosi, presidente della Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani".

I comunicati stampa in questione risalgono al 2012, nel periodo in cui era in pieno svolgimento il caso Green Hill, vicenda giudiziaria, che "ebbe un forte clamore mediatico", si  legge in sentenza. All’epoca, un comunicato stampa della Lega Anti Vivisezione riportava una "falsa accusa al dottor Melosi", quella di essere consulente di parte dello stabilimento bresciano, una informazione smentita dall’ANMVI ma che la LAV non rettificava, anzi un secondo comunicato “quasi più offensivo del primo” reiterava comportamenti per i quali l’ANMVI prese la decisione di passare alle vie legali.

Per il Tribunale di Livorno, che analizza anche il linguaggio e l’enfasi grafica dei comunicati della LAV "risulta chiara l'intenzione di aggredire e di accusare". Vi si descriveva il Presidente ANMVI "come persona falsa e disonesta, insinuando il falso convincimento – scrive il Giudice- che il dottor Melosi prestasse abitualmente la propria opera in favore di istituti dediti al maltrattamento degli animali". Per il Tribunale di Livorno, “scrivere a lettere cubitali che una persona è a favore dell'allevamento per la vivisezione è innanzitutto una dichiarazione falsa, ma anche offensiva poichè far apparire il dottore Melosi favorevole alla vivisezione, pratica (quella della procedura di sezionare vivi gli animali) particolarmente grave e forse neppure praticata in Italia".

La sentenza non trascura di considerare altri aspetti dei comunicati come l'incitazione rivolta ai clienti di cambiare veterinario, con frasi che per il Giudice- “si traducono in un vero e proprio gravissimo boicottaggio alla libera attività professionale, con rischio di gravi ripercussioni economiche, frase anche questa del tutto gratuita e peraltro basata su dati falsi e volutamente presentati in modo lesivo".

La LAV non verificò il ruolo del dottor Melosi nella vicenda Green Hill, prima di emettere il suo primo comunicato, e nemmeno dopo la replica  dell'ANMVI.  La LAV non svolgeva "alcun approfondimento", rincarando i toni, a fronte di una smentita- quella dell’ANMVI-  “che quantomeno obbligava ad essere cauti".

Dopo un secondo comunicato che reiterava i comportamenti offensivi del primo e che appariva “superare del tutto il limite della continenza", l'ANMVI annunciava l'azione legale.

L’esito, cioè la duplice condanna penale e civile dell’allora addetta stampa LAV, è nella sentenza depositata il 2 marzo scorso.  QUI Il testo della sentenza.

Ufficio Stampa ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani- 0372/40.35.47

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