COMUNICATI STAMPA

PRESENTATA INTERROGAZIONE AI MINISTRI MONTI E PASSERA

I veterinari denunciano: la RAI chiede il canone sui nostri computer

Indignazione alle stelle: nei nostri studi curiamo pazienti, non guardiamo le fiction

Pronto anche un esposto all'Autorità Garante delle Comunicazioni

ANMVI: modificare subito le norme. Atteso emendamento ad hoc alle liberalizzazioni

(Cremona, 17 febbraio 2012) - Contro il "canone speciale" della RAI esplode l'indignazione dei medici veterinari italiani che si vedono recapitare in questi giorni una lettera e un bollettino postale che richiama un versamento di 200, 91 euro.

L'imposta è richiesta anche in assenza di apparecchi radiotelevisivi nello studio professionale e viene incomprensibilmente estesa anche al computer, in virtù di un anacronistico Regio Decreto e del Decreto Salva Italia che però cita solo le "imprese" e le "società".

Le strutture veterinarie medico sanitarie utilizzano i computer per finalità professionali, dalla digitalizzazione delle attività sanitarie, ai collegamenti con le banche dati sanitarie pubbliche e private, fino all'educazione continua in medicina, attraverso le forme dell'aggiornamento a distanza.

Sull'incoerenza dell'impianto legislativo è già stata presentata una interrogazione parlamentare al Ministro dell'Economia Mario Monti e al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, su iniziativa dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. I parlamentari Gianni Mancuso e Rodolfo Viola hanno chiesto di escludere le strutture veterinarie dalle imprese e società obbligate al pagamento del canone speciale e di cancellare l'equiparazione degli apparecchi televisivi al personal computer.

L'ANMVI si attende un chiarimento sull'applicazione del Decreto Salva Italia che non riguarda le strutture sanitarie e una modifica urgente delle leggi attraverso un emendamento al decreto-liberalizzazioni "occasione irrinunciabile- osserva l'ANMVI- per dimostrare l'equità e la ragionevolezza delle misure fiscali e per evitare una valanga di ricorsi o una class action contro il "canone speciale" .

L'Associazione ha anche pronto un esposto all'Autorità Garante delle Comunicazioni per verificare profili di illegittimità della pretesa tributaria della RAI su tecnologie multimediali, uso della posta elettronica e navigazioni in Internet per le quali si versa già un canone ai gestori di telefonia.

Ufficio Stampa ANMVI
0372/40.35.47

pdfCOMUNICATO STAMPA 17 FEBBRAIO 2012